Curiosità e notizie dal mondo della pasta
La Pasta, pilastro della Dieta Mediterranea, nominata Patrimonio culturale dell’umanità dall’Unesco, ha un valore energetico elevato dal discreto contenuto di proteine. Il valore calorico si aggira intorno alle 350 Kcal per 100 grammi. Il contenuto di grassi è modesto (1%).
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La Pasta è ricca di vitamine del gruppo B e di ferro, contiene poco sodio e non contiene colesterolo. Inoltre, chi consuma regolarmente la pasta ha un livello più basso di trigliceridi nel sangue (-19%, in media) rispetto a chi trascura questo alimento preferendone altri, diventando così un’ottima prevenzione per i disturbi cardiaci.
La Pasta migliora l’umore delle persone. L’hanno stabilito i nutrizionisti dell’Ipo (International Pasta Organisation) sulla base di evidenze scientifiche. In sostanza, il glucosio che viene liberato dall’amido favorisce la sintesi a livello cerebrale della serotonina, l’ormone della gioia.
La Pasta in Italia ha un anno cruciale: il 1954. Nel corso di quei 12 mesi, infatti,
i consumi di pasta arrivano a toccare i 28 kg procapite annui che, più o meno, sono ancora la cifra di oggi. Inoltre, quell’anno arrivò nei cinema il film “Un americano a Roma”, con Alberto Sordi nell’indimenticabile rappresentazione del ragazzone infatuato dell’America che, però, di fronte a un piatto di spaghetti (che lui chiama “macaroni”) cede (“Macarone io me te magno”). Un manifesto della cucina italiana che fece il giro del mondo.
La Pasta ingrassa? Non è vero. Lo affermano i nutrizionisti. Non esistono, infatti, patologie che giustificano l’eliminazione della pasta dalla dieta, neanche il sovrappeso e l’obesità. Basti pensare che ben 100 gr. di pasta scondita forniscono solo 350 calorie. Una giusta porzione condita con pomodoro o verdure non solo non fa ingrassare ma, addirittura, lasciando sazi a lungo, aiuta a non consumare alimenti fuori pasto e cibi troppo ricchi di calorie.
La Pasta è stata portata in Italia da Marco Polo dopo il suo famoso viaggio in Cina? E’ una leggenda da sfatare. Marco Polo è tornato a casa nel 1295, la pasta era arrivata molto prima in Italia e, soprattutto, quella conosciuta in Cina poco aveva a che vedere con quella di grano duro italiana.
La Pasta viene citata ufficialmente per la prima volta in Italia nel 1154 quando, in una sorta di guida turistica, il geografo arabo Al-Idrin menziona “un cibo di farina in forma di fili”, chiamato triyah (dall’arabo itrija, che deriva dalla radice tari, umido, fresco), che si confezionava a Palermo e si esportava in botti in tutta Italia. In Sicilia oggi si trovano ancora la “tria bastarda” e i “vermiceddi di tria”. Nel Salento, la “massa e tria” e i “ciciri e tria”. Nell’area Barese c’è la “tridde” (diminutivo di tria).
La Pasta ha nell’Italia il leader della produzione mondiale, con 3,2 milioni di tonnellate, che rappresentano il 26% della produzione mondiale. La pasta a tavola è un rito irrinunciabile per 2,1 milioni di italiani che la mangiano a pranzo e cena 7 giorni su 7.
La Pasta allunga la vita. Lo rileva una ricerca condotta dalla Washington University di St. Louis e pubblicata sulla rivista dell’Accademia delle scienze negli Stati Uniti: “Una dieta a basso tenore calorico, formata dal 46% di carboidrati allunga la vita, esercitando un effetto protettivo nei confronti di una serie di malattie”.
La Pasta è un toccasana per la prostata. A questo risultato è arrivato un gruppo di ricercatori dell’università dell’Illinois (Chicago) che hanno usato come campione 32 uomini colpiti da adenocarcinoma. E’ risultato che “per prevenire malattie alla prostata, niente di meglio di una dieta a base di pasta al pomodoro”. La ricerca è stata pubblicata dal Journal of the National Cancer Institute.
La Pasta in commercio a volte ha un colore giallo, a volte biancastro. Perché? Semplice, dipende dalla lavorazione. E’ più gialla quando la trafilatura è stata effettuata al teflon e quando viene essiccata ad alte temperature, mentre una pasta di colore chiaro è sinonimo di trafilatura al bronzo e di essicazione lenta.
La Pasta piaceva a Casanova. Eccome! Il famoso gaudente, compose a Chioggia, nel 1734, un sonetto in onore dei maccheroni. Pare che in quell’occasione se ne mangiò tanti da essere incoronato Principe dei maccheroni.
La Pasta rende magri. Secondo le statistiche dell’Eurobarometer, infatti, gli italiani sono i più magri d’Europa grazie alla dieta mediterranea a base di pasta.
La Pasta allontana le malattie. La Mayo Clinic Proceedings, autorevole pubblicazione scientifica Usa, è arrivata alla conclusione che “una dieta povera di carboidrati può fare ammalare”.
La Pasta non può mancare nella tavola del manager. Lo afferma un sondaggio promosso dal Club di Papillon e effettuato tra i manager italiani. Emerge che in una colazione di lavoro gli intervistati rinuncerebbero nell’ordine a: dolce, carne, pesce, antipasto. La pasta è all’ultimo posto.
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[...] e di intrattenimento, come il Video Ricetta Show dello chef Marco Valletta. In “I Love Pasta“, inoltre, sono presenti curiosità e notizie sull’alimento principe della dieta [...]