La pasta italiana è sicura, attenzione all’italian sounding

“Posso assicurare che il prodotto italiano per eccellenza, la pasta, se prodotta nel nostro Paese, è un prodotto controllato e certificato con criteri decisamente più severi, direi spinti al massimo, rispetto alla legislazione di altri Paesi, anche UE.
Gli stessi criteri qualitativi non vi sono nei pastifici esteri che producono pasta per un unico motivo: piace e si vende perché è evocativa di una tradizione e di una eccellenza gastronomica che tutto il mondo invidia all’Italia.

É il fenomeno dell’Italian Sounding, dove si evoca il nostro Paese in modo falso: i casi sono infiniti, dall’alimentare alla manifattura. In Polonia – Paese UE – viene prodotta una pasta con una Lambretta e un paesaggio toscano sulla confezione: è questo il messaggio lanciato dal Presidente di Pasta ZARA Furio Bragagnolo, in qualità di relatore, il 24 novembre 2017, alla Camera di Commercio di Treviso al convegno “La tutela del Made in Italy agroalimentare attraverso l’origine e l’etichettatura” organizzata da Coldiretti Treviso, Osservatorio sulla crimininalità agroalimentare e Fondazione Campagna Amica”.

Il Presidente Furio Bragagnolo ha posto l’accento sulla differenza tra materia prima e origine del prodotto: “va tutelata soprattutto quest’ultima: nel nostro caso, il grano duro italiano non è sufficiente a soddisfare il bisogno delle aziende italiane della pasta. Ma quello che arriva dall’estero è sottoposto a controlli molto severi, sia dalle autorità preposte che dalle aziende”.